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Intravisto dagli scogli

*loading* esimo naufragio sul blog

martedì, 06 maggio 2008

Di notti con te
Di gocce di sangue
Di carezze sporche
Quante me ne rimangono?

Di versi per te
Di miei occhi tristi
E di questi dischi
Quanti me ne restano ancora?

Non ascoltate la réclame
Una Marlboro morbida
La Nazionale tossica
Una Muratti
Una Pall Mall
Una cartina
Una Gitane
La lingua sulla cenere
l'amore mio s'arrotola e non finisce più
Il filtro glielo strappo via
La donna mia è una Bis
Ed ha il veleno di una Kim
Oppure di una Camel Light
E’ come una Lucky Strike
E non la spengo

Di promesse tue
Di appuntamenti
E di valzer lenti
Quanti me ne concedi, amore?

Non ascoltate la réclame
Una Marlboro morbida
La Nazionale tossica
Una Muratti
Una Pall Mall
Una cartina
Una Gitane
La lingua sulla cenere
l'amore mio s'arrotola e non finisce più
Il filtro glielo strappo via

 

In ogni estate

Trovo che

Un po' di morte in fondo c'è
In ogni morte
Trovo che

Un po’ d’estate
In fondo c’è,

In ogni morte



Scritto e diretto da: miazalica a 16:38 | link | commenti (1) |

venerdì, 11 aprile 2008

Quanta retorica è stata fatta sulle donne in mezzo a una conversazione sul calcio. E la donna in mezzo a dei musicisti? Nessuno ci pensa a quella? Ecco un paio di chicche che potrebbero tornare utili casomai vi capitasse di dover fare un viaggio di 14 ore in treno con un gruppo rock.

Ricordarsi di:

- Dire "pezzo" anzichè canzone (MAI dire canzone!)

- Dire "pizza" anzichè vinile (e qui inizierete a stupirli)

- Dire "album" anzichè cd

- Dire "refrain" anzichè ritornello

- Dire "date" anzichè concerti

dopodichè, utilizzare alcune delle seguenti parole può sempre arricchire la conversazione: giro di basso, ponte, seconda voce, falsetto, subwoofer, ciabatta, mixer, buona/cattiva acustica, rimbombo, eco, pause, ottoni, fiati, legni (non legname), accordo, melodia, armonia, impostazione, amplificatore, a tempo/fuori tempo, performance, unplugged, interpretazione, esibizione, traccia nascosta.

Inoltre, si possono fare numerosi accostamenti tra le parole sovraelencate e i seguenti aggettivi:

soave, sublime, analogico, potente, lento, scarso, assente, impeccabile, mediocre, eccezionale, interessante, originale, classico, tradizionale, malinconico, sottile, pessimo, accordato, impegnativo, eccetera.

Attenzione, però, non tutte le combinazioni sono accettate: da evitare, sicuramente "rimbombo malinconico", "ponte sottile" e "ciabatta soave".

Scritto e diretto da: miazalica a 17:10 | link | commenti |

domenica, 06 aprile 2008
Onora il padre e la madre

A parte che quando esci dal cinema vuoi tagliarti un orecchio e metterlo dentro alla busta delle bollette da pagare, e a parte che quando entri al cinema tieni a mente il tuo ultimo sorriso perchè-ti assicuro-non sorriderai più per molto, molto tempo, il film di cui sopra presenta alcune sottili ma gravi incongruenze e fastidi nell'impostazione della storia.

Ci sono 2 fratelli (uno ha 30'anni, l'altro ne ha 50 ma nessuno pare farci caso), che decidono di rapinare la gioielleria dei genitori: un modo facile e sicuro per uscire fuori da una situazione economica difficile per entrambi.

Ovviamente, almeno uno dei protagonisti deve piacere al pubblico (il quale deve potevrisi immedesimare), perciò seppure il piano progettato sia un piano da stronzi, il regista ci fa intendere che è il più grande dei due fratelli ad aver architettato il piano diabolico, di cui il piccolo è semplicemente succube.

Infatti, il fratello più piccolo è caratterizzato in questo modo: giovane, bello, onesto, pulito, timido, sfigato, imbranato, buono. E' divorziato da una moglie stronza, deve perciò passare gli alimenti alla figlia (e voilà un banalissimo escamotage per renderlo bisognoso di denaro-ma per scopi altruisti) alla quale, è palese, regalerebbe un rene e una Ferrari, se solo li avesse. Ha una relazione con la moglie del fratello maggiore. Ma, per dirla come è presentata nel fim: è perdutamente innamorato della moglie del fratello (che quest'ultimo non valorizza quanto dovrebbe), la quale però preferisce continuare il giochino degli amanti che uscire allo scoperto.

Il più grande, un ciccione paonazzo dai capelli arancioni, che solo a vederne un primo piano sullo schermo gigante vuoi il rimborso del biglietto, è un poco più complesso come personaggio. E' un uomo (apparentemente) di successo, sposato ma tromba con la moglie solo quando è in vacanza, e soprattutto attinge dalle casse della società per cui lavora per soddisfare qualche vizio, tipo la droga, iniettata in vena ma non da tossico, bensì da uno che, senza sporcarsi le mani, se la fa iniettare da terzi, da figo. Questo personaggio perciò risulta essere anch'esso bisognoso di denaro facile, ma -a differenza del fratello- per tirarsi fuori dai debiti in cui si è infilato da solo. E' più complesso, dicevo, perchè a tratti il ciccione fa anche pena. Infatti è evidente che vive di complessi di inferiorità/bruttezza/sovrappeso nei confronti del fratellino, tanto che quando lo vediamo con l'ago infilato e il liquido che scorre è un po' come vedere i ciclisti al Giro d'Italia che al 42esimo chilometro in salita si rovesciano una bottiglia d'acqua in testa bevendone in quantità copiose. Infine, piccola incongruenza da segnalare: l'eroinomane di cui si parla è, come detto, grasso. Un ossimoro, dunque. Altrimenti non si spiega il fenomeno Amy Whinehouse. (O forse è vero quello che ha dichiarato alle TV britanniche: sta solo seguendo una rigida dieta low-carb).

Ma ora arriviamo al dialogo più ridicolo dell'intero film:

Fratello Grande: Allora, ho in mente un piano. Ma prima di dirti di cosa si tratta, devi dirmi che ci stai.

Fratello Piccolo (e stupido): Ma di che si tratta?

FG: Non posso dirtelo, dimmi prima se ci stai o no.

FP: (rotea gli occhi a destra e sinistra, pensieroso)

FG: E va bene. Allora ti darò un acconto di 2000 dollari. Vediamo se il profumo di tutti questi soldoni non ti farà sbiellare...

FP: (non rendendosi conto sul momento che con 2000 dollari ci paghi una rata del mutuo, fai una spesa all'Ipercoop e se va bene ti esce anche un pacchetto di sigarette): Va bene, mi hai convinto.

Ora viene il bello: il fratello grande gli dice che si tratta di derubare la gioielleria dei genitori. Il fratello piccolo rimane sbigottito, ma attenzione: non cambia idea.

FP: Ma come fa a venirti in mente una cosa del genere?!

FG: Ormai hai detto di sì, NON PUOI cambiare idea! (una minaccia da farsela sotto).

FP: Ah già, cazzo! Mi hai fregato!!

FG: Buahahah, la prossima volta pensaci bene, fratellino...

ça va sans dire, la rapina non riesce, anzi le cose si complicano ulteriormente, fino a giungere al finale struggente, con un agghiacciante figlicidio, che ti fa dubitare di alcune certezze ormai archiviate: la convenienza di fare figli, la convenienza di avere dei genitori, non da ultimo, la convenienza di andare al cinema senza aver prima mandato in avanscoperta un amico di fiducia.

Scritto e diretto da: miazalica a 21:01 | link | commenti (7) |

giovedì, 13 marzo 2008

Berlusconi se n'è uscito oggi con un'altra delle sue periodiche battute che regalano un ottimo argomento spacca-ghiaccio in ascensore, sul pullman, alle cene di lavoro e così via.

Come accade ogni volta, alle esilaranti uscite del Cavaliere seguono le reazioni indignate dell'opposizione, seguite dalle controbattute dei suoi sostenitori, il cui leitmotiv si esaurisce nelle accuse di scarso senso dell'humour da parte della sinistra.

Di primo acchito, la reazione più spontanea in questi casi è la banale osservazione: se fa così ridere, che vada a fare il comico! Ma a una seconda riflessione, si scopre che persino tale proposta è destinata a perdere forza, dal momento che se Berlusconi veramente facesse il comico, finirebbe indubbiamente per fare il comico di serie C.

Se a questa affermazione ci si può opporre facendo appello alla soggettività di ciò che desta riso, allora analizziamola dal punto di vista più obiettivo possibile. E' se non altro pacifico che, quanto più frequentemente è capitato di sentire una battuta in giro, tanto minore risulta il suo impatto comico. Allora ragioniamo: quante volte abbiamo sentito la battuta "Dovresti sposare un milionario"? La sottoscritta, forse perchè donna, forse perchè non milionaria, può dichiarare senza tema di essere smentita di averla sentita all'incirca una ventina di volte in tutta la sua carriera di nubile e indigente studentessa. Per di più, se analizziamo i luoghi in cui vi sono più probabilità di captare una similare battuta, ecco che ci imbattiamo nel vero inconfutabile indizio che giustifica ampiamente la collocazione in serie C della presunta comicità del Cavaliere. 

Eccone, infatti alcuni esempi classici:

Dal parrucchiere:

Sciampista:Tu lavori?

Sottoscritta:No...studio

Sciampista:Eh, dura la vita da studentessa... l'ideale è sposarsi un milionario...

Nell'androne di casa:

Portinaia: Ma che bella ragazza...

Sottoscritta: ...già, in confronto a lei è bello anche il tumore.

Portinaia: Sei fidanzata?

Sottoscritta: No...

Portinaia: Ma non preoccuparti, c'è tempo....mi raccomando, l'importante è sposare uno ricco!

e così via.

Morale della favola: Silvio è troppo faceto per fare il politico. Troppo scarso per fare il comico. Non gli resta, per poter esprimere al meglio le sue doti comiche e per ottenere il più ampio consenso del pubblico, che darsi a un totale mutamento di carriera. Per esempio, perchè no, verso quella da sciampista.

Scritto e diretto da: miazalica a 23:52 | link | commenti (2) |

venerdì, 07 marzo 2008
L'sms costa una botta

Ebbene sì, hanno inventato anche questo: pali imbottiti per i distratti londinesi che ogni anno finiscono in migliaia al pronto soccorso per aver sbattuto contro un palo mentre camminavano scrivendo un sms. Solo a Londra si parla di 68.000 incidenti avvenuti nel 2007.

 

palo antiurti

Scritto e diretto da: miazalica a 02:33 | link | commenti |

martedì, 04 marzo 2008
Poesia per Massimo Troisi di Roberto Benigni

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro.

Scritto e diretto da: miazalica a 10:28 | link | commenti (4) |

Solo due parole. Due. I vincitori di Sanremo, i nomi più cacofonici della storia:

GIO' DI TONNO e LOLA PONCE.

Non ho altro da dire.

Scritto e diretto da: miazalica a 00:32 | link | commenti |

giovedì, 28 febbraio 2008
Colazione.

Detesto quelli che mangiano prima la brioche e poi ordinano il caffè. E' una cosa che non reggo proprio. Io non solo li ordino contemporaneamente, ma inesorabilmente lascio che l'ultima mossa non sia un sorso di caffè, bensì un morso di brioche. Nel binomio caffè-brioche, è la brioche che deve avere l'ultima parola.

Scritto e diretto da: miazalica a 14:03 | link | commenti |

sabato, 23 febbraio 2008

E va bene che siamo in Italia, e qui tutto è relativo. Però arriva sempre il momento in cui ti consoli pensando che perlomeno le cose stanno andando così male che peggio di così non potrebbero andare. E poi, eccoli, arrivano. Due omini trafelati con una scala sulle spalle. Arrivano, silenziosi. Sono venuti a tagliarti i fili della corrente.

A questo punto io mi dico. Beh, se a uno gli han tolto la corrente deve averla fatta proprio grossa! Chessò, deve aver accumulato bollette di mesi e mesi arretrati che ci danno un totale di circa 2000 euro e passa. No. Per molto meno, l'azienda elettrica municipale ti manda gli omini del malaugurio. Per quanto mi riguarda, si tratta di un'UNICA bolletta sfuggita al pagamento, di un ammontare peraltro irrisorio, talmente irrisorio che se penso che han fatto venire due tipi fin qui per staccare i fili e poi per riattaccarli e che tutto questo gli sarà costato più della mia bolletta mancata, mi viene da ridere.

Così, mi ritrovo al buio completo. Medioevo. Con cinquanta candele a girare per la casa e cercare il numero dell'AEM. Chiamo.

"Senta, mi sono accorta di avere una bolletta arretrata che deve essermi sfuggita, visto che le successive le ho pagate tutte..."

"Aha"

"Beh, mi risulta che ve ne siate accorti pure voi...a giudicare dal contenuto del mio freezer che si sta sciogliendo lentamente.."

"Aha"

"Perciò io domani mattina la prima cosa che faccio è andare a pagare questa benedetta bolletta"

"Aha"

"E volevo sapere, una volta fatto ciò, quand'è che ripristinerete la corrente in casa mia?"

"Subito". E attacca.

Subito? Che scasso. L'operatore dell'azienda elettrica municipale ha osato dirmi che faranno una cosa SUBITO per una loro cliente?

Infatti. Ho pagato la corrente. Ma sono stata 3 giorni al buio. Poi, d'un tratto, li ho sentiti di nuovo arrivare. Hanno fatto un po' di rumore e poi...puff...si sono smaterializzati nel nulla.

Morale della favola: Solo l'assenza delle cose ci fa capire il loro vero valore. E così, ho riscoperto l'importanza della corrente. In questo momento, infatti, ogni elettrodomestico in casa mia è acceso. Alla facciazza dell'AEM! Lavatrice, lavastoviglie, televisore, radio, ferro da stiro, comp

Scritto e diretto da: miazalica a 18:19 | link | commenti (1) |

lunedì, 18 febbraio 2008
Sempre meglio che un piatto di cozze. O di frutta.

Lo portai a vedere un tramonto.

"Lo vedi, questo cielo? Questa luce ormai tenue, che lentamente va spegnendosi con l'arrivo del crepuscolo?"

"Sì. E' bellissimo", disse.

"Ecco", risposi, "Questa immagine è il modo migliore che avevo per spiegarti a che punto è la nostra relazione..."

Scritto e diretto da: miazalica a 19:24 | link | commenti (5) |